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Catania
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Data:
Martedì 13 ottobre 2026
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18:25
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Sant 'Anna Catania
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Nome:
Sant 'Anna Catania
Comune: Catania
Località: Centro storico
Foto di: Etnanatura -
Descrizione
Comune: Catania
Località: Centro storico
Foto di: Etnanatura -
Descrizione
La Chiesa di Sant'Anna si trova in Via Sant'Anna 14/16 a Catania, vicino alla Casa di Giovanni Verga.
Fu edificata alla fine del XVIII secolo dalla famiglia Di Mauro Barbagallo (antenati di Giovanni Verga) sui ruderi di un convento dei Trinitari distrutto dal terremoto del 1693.
Dopo un lungo periodo di chiusura e un importante restauro, è stata riaperta al culto il 26 luglio 2008.
Sull'altare maggiore si trova una grande pala d'altare del 1899 dipinta dall'artista acese Pasquale Liotta Cristaldi (vedi sotto).
Ospita la sede del Gran Magistero del Militare Ordine del Collare di Sant'Agata dei Paternò ed è spesso teatro di concerti di musica classica.
Fonte I.A.
Una significativa vicenda di committenza artistica lega il pittore acese Pasquale Liotta Cristaldi (Acireale 1850 – Catania 1909) alla chiesa di Sant’Anna a Catania. Qui, sull’altare maggiore, è conservata una grande pala d’altare (290 x 170 cm), firmata e datata 1899, che rappresenta un esempio raffinato della pittura sacra di fine Ottocento.
La chiesa sorse come pertinenza di Casa Verga. Fu voluta da Di Mauro Barbagallo, antenato dello scrittore, che, dopo aver acquisito i ruderi del piccolo convento dei trinitari distrutto dal terremoto del 1693, vi edificò alla fine del XVIII secolo il proprio palazzo, tra le vie di Sant’Anna e Ferdinandea. Il Barbagallo fu obbligato a ricostruire anche la piccola chiesa, già dedicata a Sant’Anna e originariamente situata nel giardino del convento trinitario.
Il tema scelto per la pala, “Sant’Anna istruisce Maria fanciulla”, richiama un momento centrale dell’agiografia della Santa, in rapporto alla Madonna bambina. La scena, inscritta in una cornice centinata, presenta Sant’Anna in un ambiente classicheggiante, ispirato a elementi pompeiani e soprattutto neo-egizi. La giovane Maria, intenta a leggere rotoli manoscritti, è affiancata da un grande vaso con gigli, simbolo di purezza, poggiato su uno sgabello. Oltre la stanza si apre un cortile verdeggiante con palme.
Con quest’opera, Liotta Cristaldi sembra svolgere a Catania un ruolo di divulgatore della pittura di Domenico Morelli, suo maestro a Napoli, celebre per le composizioni storiche, paesaggistiche e di genere. La pala si distingue per la finezza esecutiva e per l’impostazione iconografica che guida l’intera composizione.
Il pittore era conosciuto da Giovanni Verga grazie alle amicizie comuni con Francesco Di Bartolo, anch’egli allievo di Morelli, e Calcedonio Reina, pittore e poeta in stretta relazione con lo scrittore verista. Reina donò a Verga una sua opera simbolista, “Nyoumba”, oggi esposta nella Casa Museo Verga. Di Reina, Liotta Cristaldi realizzò anche un intenso ritratto (1889), oggi conservato al Museo Civico di Castello Ursino.
Nella produzione di soggetti religiosi di Liotta si ricorda anche una “Sacra Famiglia”, dipinta nel 1895 per la chiesa dei Santi Cosma e Damiano a Catania, restaurata nel 1953 da Egidio Vaccaielli. L’opera è ambientata nella falegnameria di San Giuseppe, conferendo alla scena un carattere fortemente realistico.
Fonte Regione Sicilia.
... Leggi tuttoFu edificata alla fine del XVIII secolo dalla famiglia Di Mauro Barbagallo (antenati di Giovanni Verga) sui ruderi di un convento dei Trinitari distrutto dal terremoto del 1693.
Dopo un lungo periodo di chiusura e un importante restauro, è stata riaperta al culto il 26 luglio 2008.
Sull'altare maggiore si trova una grande pala d'altare del 1899 dipinta dall'artista acese Pasquale Liotta Cristaldi (vedi sotto).
Ospita la sede del Gran Magistero del Militare Ordine del Collare di Sant'Agata dei Paternò ed è spesso teatro di concerti di musica classica.
Fonte I.A.
Una significativa vicenda di committenza artistica lega il pittore acese Pasquale Liotta Cristaldi (Acireale 1850 – Catania 1909) alla chiesa di Sant’Anna a Catania. Qui, sull’altare maggiore, è conservata una grande pala d’altare (290 x 170 cm), firmata e datata 1899, che rappresenta un esempio raffinato della pittura sacra di fine Ottocento.
La chiesa sorse come pertinenza di Casa Verga. Fu voluta da Di Mauro Barbagallo, antenato dello scrittore, che, dopo aver acquisito i ruderi del piccolo convento dei trinitari distrutto dal terremoto del 1693, vi edificò alla fine del XVIII secolo il proprio palazzo, tra le vie di Sant’Anna e Ferdinandea. Il Barbagallo fu obbligato a ricostruire anche la piccola chiesa, già dedicata a Sant’Anna e originariamente situata nel giardino del convento trinitario.
Il tema scelto per la pala, “Sant’Anna istruisce Maria fanciulla”, richiama un momento centrale dell’agiografia della Santa, in rapporto alla Madonna bambina. La scena, inscritta in una cornice centinata, presenta Sant’Anna in un ambiente classicheggiante, ispirato a elementi pompeiani e soprattutto neo-egizi. La giovane Maria, intenta a leggere rotoli manoscritti, è affiancata da un grande vaso con gigli, simbolo di purezza, poggiato su uno sgabello. Oltre la stanza si apre un cortile verdeggiante con palme.
Con quest’opera, Liotta Cristaldi sembra svolgere a Catania un ruolo di divulgatore della pittura di Domenico Morelli, suo maestro a Napoli, celebre per le composizioni storiche, paesaggistiche e di genere. La pala si distingue per la finezza esecutiva e per l’impostazione iconografica che guida l’intera composizione.
Il pittore era conosciuto da Giovanni Verga grazie alle amicizie comuni con Francesco Di Bartolo, anch’egli allievo di Morelli, e Calcedonio Reina, pittore e poeta in stretta relazione con lo scrittore verista. Reina donò a Verga una sua opera simbolista, “Nyoumba”, oggi esposta nella Casa Museo Verga. Di Reina, Liotta Cristaldi realizzò anche un intenso ritratto (1889), oggi conservato al Museo Civico di Castello Ursino.
Nella produzione di soggetti religiosi di Liotta si ricorda anche una “Sacra Famiglia”, dipinta nel 1895 per la chiesa dei Santi Cosma e Damiano a Catania, restaurata nel 1953 da Egidio Vaccaielli. L’opera è ambientata nella falegnameria di San Giuseppe, conferendo alla scena un carattere fortemente realistico.
Fonte Regione Sicilia.
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Indicazioni percorso: Lungo via sant'Anna traversa di via Garibaldi e via Vittorio Emanuele II. Accanto alla casa natale di Giovanni Verga.
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Altre informazioni
0.1 km
1/10 - Facile/T
15°05'02'' -37°30'7''
15°05'02'' -37°30'7''
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24 m.s.m.
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