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Agata e Catania


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Nome: Agata e Catania
Comune: Catania
Località: Centro storico
Foto di: Etnanatura -

Descrizione:
Il lavoro che vi proponiamo nasce dalle ricerche congiunte di due gruppi affiliati: “Etnanatura” e “Ti cuntu“. Volutamente abbiamo tralasciato gli aspetti religiosi e folkloristici preferendo un’analisi storica e ricercando i siti che la leggenda e la storia hanno individuato nella città di Catania come luoghi di Agata.
Ovviamente sarà molto difficile separare gli aspetti mitologici dai pochi riscontri storici ma il fascino sta forse proprio in ciò.
Iniziamo la nostra passeggiata da via Museo Biscari.
Dietro il Duomo, in via Museo Biscari, alla Civita, si trova quella che la tradizione vuole sia la casa natale Sant’Agata. Così testimonia una lapide fatta affiggere nel 1728 dalla madre abatessa Maria Rosaria Statella nel prospetto sud del convento di San Placido. In effetti nei sotterranei del convento sono stati rinvenuti resti archeologici coevi alla santa catanese. In effetti i palermitani rivendicano a loro i luoghi natii di Agata. Sull'area della chiesa di Sant'Agata alle Mura o chiesa di Sant'Agata li Scorruggi vuole la tradizione che sorgesse la casa di Sant'Agata ove fu arrestata dalle truppe di Quinziano per essere tradotta a Catania. Stabilire da che parte stia la ragione (Catania o Palermo) è cosa ardua quasi quanto stabilire la giusta dizione di arancin* e non siamo così incoscienti da alimentare tale diatriba.
Ci spostiamo quindi solo di poco nello spazio ma non nel tempo per visitare la fontana di sant’Agata alla marina. È stata creata per ricordare la partenza del corpo agatino nel 1040 verso Costantinopoli. La fontana, addossata alle mura di Carlo V, venne allestita il 4 ottobre del 1621. E’ composta da una vasca a forma di conchiglia dove l’acqua viene versata da tre cannelle, da una lapide che ricorda l’avvenimento e da un busto a rilievo di S. Agata incoronata. Con ogni probabilità il busto agatino proveniva da un monumento più antico in quanto esso non rivela, secondo gli studiosi, alcuno dei caratteri che distinguono la scultura del XVII secolo.
Prossima tappa il Castello Ursino che, apparentemente, centra poco o nulla con la vita di sant’Agata. Solo che nel museo del castello Ursino ritroviamo una statuetta fissile rappresentante Demetra e un rilievo in marmo pentelico dove sono raffigurate due dee, Demetra e Kore. Demetra e Agata? Sicuramente qualche legame c’è come ci informa la scrittrice Marinella Fiume: “L’indagine antropologica sostiene che Agata sia la trasformazione in chiave cristiana di antiche divinità pagane, di Iside e delle Veneri locali: Venere-Astarte Ericina, Demetra e la figlia Persefone-Kore. Anche l’archeologo Emanuele Ciaceri scrive che l’archetipo Iside appartiene alla categoria delle grandi dee madri, in quanto dea della fertilità che insegnò alle donne d’Egitto l’agricoltura. Né mancano in città, ma anche nella Sicilia tutta, rapporti con l’Egitto antico. Una statuetta di Iside è stata rinvenuta nella necropoli di San Placido, un ushabti, statuetta funeraria in uso dal Medio Regno, che doveva magicamente risparmiare al defunto i lavori pesanti nell’aldilà, assumendone l’onere.”.
Ma ritorniamo nell’alveo della tradizione consolidata per visitare il Duomo di Catania dove, nella parete sinistra, si apre la porta dorata finemente decorata che dà accesso alla camera chiamata dai catanesi a cammaredda, dentro cui vengono custoditi il busto reliquiario di sant’Agata e lo scrigno con le sue reliquie. Nella cappella, decorata da un affresco che raffigura santa Lucia orante sulla tomba di sant’Agata per invocare la guarigione della madre inferma, vi è il monumento funebre del viceré Ferdinando Acugna grande devoto della martire Agata. Sull’altare della cappella è situato un bassorilievo rappresentante sant’Agata incoronata da Dio con san Pietro e san Paolo con gli evangelisti Matteo, Marco, Luca e Giovanni.
La nostra passeggiata prosegue visitando San Gaetano alle Grotte, nella zona del mercato. San Gaetano alla Grotta sorge sui resti di un antico tempio fondato nel 262 d.C. dall’allora vescovo S. Everio col titolo di S. Maria. All’interno di una grotta lavica originatasi forse nell’eruzione del Larmisi venne ricavata una cisterna ipogea di epoca romana, in seguito riadattata all’uso di sepolcreto paleocristiano delle necropoli. L’impianto primitivo divenne nel 262 una chiesa cristiana. Secondo la tradizione la chiesa inferiore ospitò le spoglie di Sant'Agata dalla sua morte (251) alla sua sepoltura nella Vetere nel 264. Sempre secondo la tradizione qui Santa Lucia pregò per averne la stessa forza. La martire siracusana sarebbe qui svenuta ed ebbe in visione la Santa catanese che le disse di aver coraggio e di continuare ad avere salda la fede in Gesù. Un'altra tradizione vuole che anche Sant'Euplio, co-patrono di Catania, fosse stato qui temporaneamente deposto dopo la sua morte avvenuta nel 304. Poco distante ritroviamo un altro luogo di presunta sepoltura della santa che però questa volta si contende l’attribuzione col poeta greco Stesicoro. La così detta “Tomba di Stesicoro” all'interno dell'ex convento carmelitano che già allora era la sede della caserma Lucchesi Palli.
Dall’altra parte di piazza Stesicoro ritroviamo i resti dell’Anfiteatro Romano. Costruito probabilmente nel II secolo a ridosso della collina Montevergine che ospitava il nucleo principale dell’abitato intorno al III secolo ai tempi di Agata. Siamo nel cuore dei luoghi agatini. Infatti a pochi metri rintracciamo la Cripta di sant’Euplio dove si suppone sia stato martirizzato il santo copatrono di Catania e quasi coevo alla santa.
La Chiesa di Sant’Agata alla Fornace sovrasta il teatro con la scenografica scalinata. La chiesa, costruita nel XVIII secolo dopo il tremendo terremoto del 1693, sorge - per volontà dell'arcivescovo Andrea Riggio - sul luogo ove, secondo la tradizione, era ubicata la fornace in cui Sant'Agata subì il martirio. Infatti, dopo essere stata rinchiusa in carcere per non aver voluto abiurare alla sua fede, venne prima sottoposta alle torture con il fuoco e quindi le furono asportate le mammelle.
Di poco più in alto Sant'Agata al Carcere è costruita su ciò che resta del bastione del Santo Carcere, appartenente alle mura di Carlo V del XVI secolo, che difendeva la porta nord (chiamata porta del Re) della città di Catania. Secondo la tradizione in questo luogo venne tenuta prigioniera sant'Agata prima di subire il martirio.
La nostra passeggiata sui luoghi di Agata si conclude con Sant’Agata la Vetere.
Se c'è un luogo di Catania dove la leggenda e la storia, il mistero e la religione s'intrecciano in un fascinoso groviglio quasi inestricabile, ebbene questo luogo è la chiesa di Sant'Agata la Vetere. Nell'anno 264, tredici anno dopo il martirio, il vescovo San Everio stabilì l'erezione di una edicola votiva nel luogo dove Agata subì il taglio delle mammelle su ordine del proconsole Quinziano. Dopo l'editto di Costantino il vescovo San Severino, nell'anno 380, fece costruire un vero edificio di culto all'interno del quale custodire il corpo di Agata in un sarcofago romano ancora presente sotto l'altare maggiore. Ampliata in forma di basilica, fu cattedrale della città di Catania fino l 1091 quando il conte Ruggero dispose la costruzione dell'attuale cattedrale consacrata nel 1094.
Distrutta dal terribile terremoto dell'11 gennaio del 1693 fu ricostruita nel 1722. Ma della vecchia basilica sono ancora visibili alcuni tratti sotto il pavimento della nuova chiesa e la cripta, rimasta pressoché intatta, che conserva ancora gli scolatoi per la mummificazione dei cadaveri. Subito dopo l'ingresso si trova la cassa in legno che per oltre 500 anni custodì le spoglie di sant'Agata.
Per maggiori informazioni visita la pagina di Etnanatura e lo studio del Velo di Sant’Agata della scrittrice e amica Marinella Fiume.
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Indicazioni percorso: Centro storico di Catania.
Mappa altimetrica
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Altre informazioni
Lunghezza percorso
4.5 km
Grado difficolt
2/10 - Facile/T
Coordinate inizio sentiero
15°05'27'' - 37°30'09''
Coordinate centro sentiero
15°05'00'' - 37°30'25''
Coordinate fine sentiero
15°05'00'' - 37°30'25''
Quota inizio sentiero
22 m.s.m.
Quota centro sentiero
40 m.s.m.
Quota fine sentiero
40 m.s.m.
Tempo percorso
2h
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(*) Distanza, misurata in km, in linea d'area dall'inizio del sentiero.
(**) Distanza, misurata in km, in linea d'area dalla fine del sentiero.
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