Trinità Forza d’Agrò

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Sito Etnanatura: Trinità Forza d’Agrò.

La chiesa della Santissima Trinità è detta anche di Sant’Agostino, in quanto attigua all’antico convento Agostiniano. Risale al XV secolo e venne restaurata nel 1576. È situata nella parte est del paese in una posizione sopraelevata rispetto alla strada. Si accede tramite una scenografica scalinata che attraversa un artistico arco detto Porta Durazzesca. La facciata della chiesa presenta ancora la struttura quattrocentesca; pregevole è il campanile con la caratteristica cuspide a forma di piramide. L’interno è a navata unica, il pavimento è a mattonelle di cotto esagonale.

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Palazzo Mauro

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Sito Etnanatura: Palazzo Mauro.

Antico caseggiato, residenza principale dei Marchesi Mauro, risale al XVII secolo. Degne di nota sono le finestre architravate del piano superiore; al piano terra si eleva un robusto porticato, con due grandi arcate ad angolo, provvisto superiormente di terrazza. Abitato fino alla fine del XIX secolo, divenne, in seguito, magazzino di mezzi agricoli e stalla. Interessato da uno smottamento, nell’inverno 1995/96, crollò parzialmente.

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Monte Recavallo

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Splendido sentiero nella valle dell’Agro, ben curato e ben segnalato (non è poco considerando lo stato di molti altri sentieri). Arriverete sulla cima del monte Recavallo (547 metri s.l.m.) da dove lo sguardo abbraccia Forza d’Agrò (contrada Fondaco Parrino), L’Etna, Roccafiorita, la Rocca di Novara di Sicilia, Limina, Casalvecchio, Savoca, Monte Scuderi, Fiumara d’Agrò, la costa Calabra e S. Alessio.

Setiero Etnanatura: Monte Recavallo.

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Torrente Caliero

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Vi proponiamo un’antica trazzera che anticamente collegava Forza d’Agrò a Gallodoro. Il sentiero si sviluppa lungo il costone di monte Recavallo, scavalca la vallata del torrente Caliero e arriva a piano Margi prima di raggiungere Gallodoro. Il paesaggio è di sicuro interesse e vario e alterna colline brulle e fitti boschi di querce. Sullo sfondo il mare Ionio, Taormina e l’Etna: niente male!

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Gole Aranciara

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Le gole dell’Aranciara, dette anche gole di Granciara o gole di san Giorgio, sono formate dal torrente Agrò nella sua parte alta, in territorio di Antillo. Il paesaggio scavato nella roccia presenta un indubbio fascino soprattutto quando le acque del torrente sono copiose.

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San Sebastiano Forza d’Agrò

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26-08-2015 16-59-39La chiesa di San Sebastiano: è di antica origine, risale forse al XIV secolo, si trova nel quartiere di Magghia. Venne presumibilmente edificata in occasione di una delle tante pestilenze che colpirono il territorio tra il XII ed il XVI secolo. Oggi purtroppo è allo stato di rudere. È ancora in piedi parte dell’abside ove è visibile un affresco raffigurante Dio Onnipotente, totalmente deteriorato; pregevoli risultano le testate angolari dell’edificio, in pietra arenaria.

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Monte Lapa

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23-08-2015 10-48-16Splendido panorama che si affaccia sul golfo e sulle colline di Taormina. Il monte Lapa si segnala anche per una leggenda che lo vuole tristemente famoso perché sembra che dalla cima della montagna i greci e forse anche gli arabi lasciassero cadere i condannati a morte.

Sito Etnanatura: Monte Lapa.

Foto di Etnanatura e Fabio Luchino.

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Casale e san Michele

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Il 4 Febbraio del 1169 un immane terremoto del nono rado della scala MCS provocò distruzione e lutti nella Sicilia Orientale. La sola città di Catania pianse 20.000 morti compresi quelli che si apprestavano a festeggiare la festa della patrona sant’Agata con una messa solenne all’interno della cattedrale che venne quasi completamente distrutta.

In quegli anni il villaggio di Forza d’Agrò era ubicato in contrada Casale e servito, per le necessità spirituali, da una piccola chiesetta dedicata a san Michele Arcangelo di probabile fattura bizantina.

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Castello di Forza d’Agrò

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03-01-2012 12-13-53Un vecchio castello normanno adibito a postazione militare, una terribile strage, un fratricidio, centinaia di tombe scoperchiate all’interno del maniero costituiscono il quadro d’insieme di una location dove il mistero acquisisce i colori tetri della morte e il fascino del lugubre. Ma andiamo con ordine.
Il castello di Forza d’Agrò venne edificato, sulle rovine di una preesistente fortezza, nel secolo XI dai Normanni, si trova a 420 m. s.l.m.. Si accede tramite una lunga e ripida scalinata in pietra. Nel 1595 venne restaurato ad opera dei giurati e dei deputati del paese. All’interno della cinta muraria sono visibili i resti della chiesa del Crocifisso, i magazzini delle granaglie e gli alloggiamenti dei soldati. Nel 1676, durante la Rivolta anti spagnola di Messina, il castello rimase fedele alla Spagna, per questo venne assediato e conquistato dai francesi; questi lo misero sotto la giurisdizione militare di Savoca che poco prima aveva capitolato un vantaggioso armistizio con gli stessi francesi.

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Caldaia del drago

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Il sangue del drago

Il sangue del drago

Sentiero turistico in contrada Uttara lungo il fiume Ghiodaro dove si trovano due grotte e un’incavo molto grande nella pietra sagomato dal perenne scorrere dell’acqua dove le pareti rocciose si alternano a boschi rigogliosi e l’acqua e le rocce formano piccole e limpide piscine naturali. Viene denominata a Quattara U’ Drau poiché secondo un antica leggenda in questo luogo viveva un enorme drago che incuteva timore alla popolazione. La particolarità di questo luogo sta nella colorazione delle rocce circostanti che a causa dei detriti trasportati dal corso dell’acqua assumono una tonalità rossastra. La gente associava questa singolarità al sangue di una belva enorme ossia un drago che viveva in questa vallata.

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