Val Calanna

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Sito Etnanatura: Monte Calanna.

La Val Calanna è un’ampia conca che si trova sul versante orientale dell’edificio vulcanico dell’Etna, all’interno dell’area protetta del Parco dell’Etna, nel comune di Zafferana Etnea. La Val Calanna si è formata a seguito della coalescenza di caldere e dal collasso dei cosiddetti Centri Eruttivi Alcalini Antichi, primordiali edifici vulcanici. Il più evidente segno morfologico di questo processo di sprofondamento è rappresentato dal Salto della Giumenta, un dislivello altimetrico perpendicolare che separa la Val Calanna dalla Valle del Bove, successivamente attenuato nella sua pendenza dalle lave dell’eruzione etnea del 1991-‘93. Tra gli Antichi Centri Eruttivi si annoverano il Trifoglietto I, il Trifoglietto II e il Calanna; proprio dai prodotti piroclastici di quest’ultimo, che doveva trovarsi ad est dell’attuale Val Calanna, si formò il Monte Calanna (1325 m s.l.m.). La Val Calanna è lunga 3 chilometri e larga due chilometri; è delimitata a sud dal Monte Fior di Cosimo, che la divide dalla Valle San Giacomo, a nord dal Monte Calanna, ad ovest dal Salto della Giumenta, che la separa dalla Valle del Bove, e a est dalle colate laviche del 1950-’51.

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Vendicari

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Sito Etnanatura: Vendicari.

All’interno della Riserva la storia umana mostra una lunga permanenza. Vi sono diversi insediamenti archeologici e architettonici che testimoniano la vita dell’uomo in questi luoghi sin dall’epoca greca. È possibile trovare infatti le tracce di vasche-deposito di un antico stabilimento per la lavorazione del pesce di età ellenistica, accanto alle quali si è scoperta anche una piccola necropoli. In epoca bizantina (sino al VI secolo d.C.) l’area venne abitata a sud con la presenza di una chiesa diverse catacombe e abitazioni. La pericolosità delle coste indusse gli abitanti all’abbandono del sito per le aree interne come Pantalica.

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Acqua Rocca

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Sito Etnanatura: Acqua Rocca.

Un sentiero affascinante che porta sul ciglio della valle del Bove. Un panorama unico indimenticabile. Imponente il Faggio dell’Acqua rocca: enorme e centenario, aggrappato sul ciglio del burrone, ai suoi piedi una piccola sorgente di acqua cristallina.

Foto di Etnanatura e Ivan Testa.

Sito Etnanatura: Acqua Rocca.

 

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Monte Turcisi

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Sito Etnanatura: Monte Turcisi.

Questo sito deve la sua importanza alla testimonianza archeologica di un esempio di avamposto militare greco fortificato, un Phrourion, ossia di un presidio a scopi militari, costruito sulla sommità del monte con la duplice funzione di controllo e di difesa del territorio circostante e, soprattutto del sottostante fiume Dittaino che, anticamente, doveva rappresentare una naturale via di comunicazione tra l’interno della Sicilia e la costa.

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Pista Altomontana

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Sito Etnanatura: Pista Altomontana.

La Pista Altomontana è uno sterrato che permette di circumnavigare l’Etna da ovest a Est. Inizia al Rifugio Brunek sulla Mareneve da Linguaglossa e finisce a Serra la Nave nei pressi dell’Osservatorio Astrofisico. L’unico tratto dell’Etna escluso dalla pista è la valle del Bove. La pista si sviluppa per 38 chilometri ad un’altitudine media di 1750 metri. Raggiunge la quota massima di 1939 metri e quella minima di 1346 metri.

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Monte Recavallo

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Splendido sentiero nella valle dell’Agro, ben curato e ben segnalato (non è poco considerando lo stato di molti altri sentieri). Arriverete sulla cima del monte Recavallo (547 metri s.l.m.) da dove lo sguardo abbraccia Forza d’Agrò (contrada Fondaco Parrino), L’Etna, Roccafiorita, la Rocca di Novara di Sicilia, Limina, Casalvecchio, Savoca, Monte Scuderi, Fiumara d’Agrò, la costa Calabra e S. Alessio.

Setiero Etnanatura: Monte Recavallo.

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Sentiero dei Patriarchi

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Il Sentiero dei Patriarchi è un bosco caratterizzato dalla presenza di alberi centenari di Roverella alcuni presentano un tronco di circa 2 metri di diametro. Nel bosco inoltre è possibile osservare il Cerro, quercia dal portamento regale che può raggiungere i 30 metri di altezza e a seguire altre specie tipiche: il Sambuco, il Frassino,il Perastro, alcune specie di Aceri, il Citiso e diverse forme di Salice, Nocciolo, Noci e Castagno.

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Rocche del Crasto

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Le Rocche del Crasto sono un rilievo alto m1312 che appartiene alla catena dei monti Nebrodi, sull’Appennino siculo. sono costituite prevalentemente da roccia calcarea dell’era mesozoica e ricadono nel territorio dei comuni di Alcara Li Fusi e di Longi in provincia di Messina. Il rilievo presenta diversi specchi di faglia esposti che formano spettacolari pareti di roccia.

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Crateri Barbagallo

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I crateri Barbagallo si formarono in seguito all’eruzione del 2002. Grande eruzione durata dal 27 ottobre al 29 gennaio 2003. Questa eruzione è stata denominata l’eruzione perfetta. Essa è da considerarsi tra le più esplosive degli ultimi 100 anni. È da considerarsi anche la più distruttiva dal punto di vista infrastrutturale. Nella notte del 26 ottobre 2002 una forte scossa sismica avviò la fase eruttiva, che distrusse tutta la zona turistica di Piano Provenzana sul versante Etna-Nord in località di Linguaglossa. Tutte le infrastrutture turistiche-ricettive e sportive furono ricoperte dalla colata lavica, che in una nottata azzerò trent’anni di investimenti e progetti di una intera comunità. Le ferite della colata sono tuttora visibili non appena si raggiunge la località Piano Provenzana, dove uno scenario lunare ha preso il posto del un paesaggio che offriva la vista della pineta incastrata ai piedi dell’enorme montagna. (1)

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Monte Nero degli Zappini

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08-11-2012 12-22-24E’ stato il primo sentiero natura realizzato in Sicilia (a metà del 1991) e ad oggi rimane uno dei sentieri più frequentati nel territorio del Parco dell’Etna, deve il suo nome al termine dialettale siciliano per indicare i pini. Il percorso, che non presenta particolari difficoltà, si snoda a partire dal pianoro ad ovest di Monte Vetore, a breve distanza dal Grande Albergo dell’Etna. Attraversa campi lavici antichi e recenti (1985 – 2001), grotte di scorrimento lavico, hornitos, pietre “cannone” (sarcofago di lava solidificata attorno ad un tronco d’albero), formazioni boschive, imponenti pini di eccezionale bellezza, raggiungendo il Giardino Botanico Nuova Gussonea.

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