Pantalica

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29-06-2016 18-10-35

«Arrivammo a Pantalica, l’antichissima Hybla, ci arrampicammo su per sentieri di capre, entrammo nelle tombe della necropoli, nelle grotte-abitazioni, nei santuari scavati nelle ripide pareti della roccia a picco sulle acque dell’Anapo. Il vecchio parlava sempre, mi raccontava la sua vita, la fanciullezza e la giovinezza passate in quel luogo. Mi diceva di erbe e di animali, dei serpenti dell’Anapo, e di un enorme serpente, la biddina, fantastico drago, che pochi hanno visto, che fàscina e ingoia uomini, asini, pecore, capre.»
(Vincenzo Consolo, Le pietre di Pantalica)

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Vendicari

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Sito Etnanatura: Vendicari.

All’interno della Riserva la storia umana mostra una lunga permanenza. Vi sono diversi insediamenti archeologici e architettonici che testimoniano la vita dell’uomo in questi luoghi sin dall’epoca greca. È possibile trovare infatti le tracce di vasche-deposito di un antico stabilimento per la lavorazione del pesce di età ellenistica, accanto alle quali si è scoperta anche una piccola necropoli. In epoca bizantina (sino al VI secolo d.C.) l’area venne abitata a sud con la presenza di una chiesa diverse catacombe e abitazioni. La pericolosità delle coste indusse gli abitanti all’abbandono del sito per le aree interne come Pantalica.

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Grotta dell’Eremita

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Sito Etnanatura: Grotta dell’Eremita.

Nel 1669 si ebbe un’eruzione tra le più grandi e disastrose che le genti dell’Etna ricordino, che iniziò l’8 marzo da una frattura a Nord di Nicolosi con terremoti continui, prima lievi e via via sempre più forti. Quella stessa eruzione arrivò fino a Catania, la seppellì in massima parte ed allontanò la costa per oltre un chilometro. Mompileri fu tra i paesi più colpiti e già il 13 marzo era stato completamente distrutto dalla lava che lo seppellì sotto una coltre spessa in alcuni punti anche 10 m. Una cronaca di questo grande disastro fu scritta nel 1688 dal cappellano di Mompileri, Don Antonino di Urso, che così racconta passo passo quei terribili giorni:

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Grotta Campana

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17-04-2014 18-32-49

Sito Etnanatura: Grotta Campana.

La grotta Campana è costituita da una galleria di scorrimento generatasi nelle lave dell’eruzione del 1669. Della cavità originale resta un troncone di circa venti metri, orientato nord-sud, che consente l’ingresso da entrambe le estremità. L’ingresso a sud presenta i ruderi di un antico ingresso in muratura mentre quello a nord è parzialmente occluso da due tratti di muro a secco. La volta nel tratto iniziale presenta una caratteristica forma a campana mentre nel resto della cavità è abbastanza regolare.

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Grotta delle Colombe 2

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Anche questa grotta, come molte altre, si è formata a seguito della disastrosa colata lavica del 1693. L’accesso alla grotta è difficoltoso e reso ancora più impervio per l’enorme quantità di spazzatura che soffoca il sito.

Sito Etnanatura: Grotta delle Colombe 2.

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Grotta della dinamite

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Anche la grotta della dinamite si forma a seguito della catastrofica eruzione del 1669. Il nome pare che sia dovuto ad un recente ritrovamento di alcuni candelotti di dinamite all’interno della cavità. Per la difficoltà e pericolosità del sito se ne sconsiglia la visita a personale non esperto.

Foto di Salvo Nicotra.

Sito Etnanatura: Grotta della dinamite.


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San Giovanni Siracusa

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Sito Etnanatura: San Giovanni Siracusa.

La chiesa di San Giovanni alle catacombe di Siracusa conserva ancora, tracce di quel fascino che spingeva i viaggiatori del ‘700 e dell’800 a visitarla. Per lungo tempo in questa chiesa è stata riconosciuta un’antica cattedrale di Siracusa, sorta in Acradina, extra moenia, nella regione delle Catacombe, nel luogo ove, secondo la tradizione, fu sepolto il protovescovo di Siracusa, san Marciano, martirizzato sotto Gallieno e Valeriano (metà del III secolo); recenti studi hanno però intaccato questa ipotesi.

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Grotta delle Fate

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Sito Etnanatura: Grotta delle Fate.

Trattasi di una galleria di scorrimento in lave molto antiche lunga circa 20 m. A metà del suo sviluppo presenta uno scivolo di lava a superficie unita. Il pavimento nel tratto iniziale è di terra e detriti, in quello mediano di blocchi ed in quello terminale di lava a superficie unita. La volta, alta al massimo 3.5 m si presenta notevolmente fissurata.

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Pista Altomontana

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Sito Etnanatura: Pista Altomontana.

La Pista Altomontana è uno sterrato che permette di circumnavigare l’Etna da ovest a Est. Inizia al Rifugio Brunek sulla Mareneve da Linguaglossa e finisce a Serra la Nave nei pressi dell’Osservatorio Astrofisico. L’unico tratto dell’Etna escluso dalla pista è la valle del Bove. La pista si sviluppa per 38 chilometri ad un’altitudine media di 1750 metri. Raggiunge la quota massima di 1939 metri e quella minima di 1346 metri.

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Leontinoi

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Parco Archeologico

Parco Archeologico

Preistoria

Il periodo antecedente la colonizzazione greca di Leontinoi è oscuro. Delle civiltà preelleniche rimangono i ritrovamenti nelle zone archeologiche, in particolare grotte murate e capanne del tipo italico. Popolazioni di varia origine avevano occupato le colline. Tra queste i Sicani. Essi passarono dall’Italia in Sicilia. Giunti sull’isola cacciarono i Sicani verso occidente. I Siculi si stanziarono sul colle di Metapiccola, dando origine ad un insediamento che gli studiosi hanno identificato con la mitica Xouthia. La loro economia si basava sull’agricoltura, ma anche sulla pesca e sul commercio, esercitato attraverso lo scalo di Castelluccio. Contemporaneamente, sui colli circostanti continuavano a vivere popoli indigeni, che sembrano aver mantenuto con i Siculi rapporti amichevoli e che continuarono ad occupare la stessa zona anche quando dei Siculi si persero le tracce. Sono queste le genti che i calcidesi trovano sul colle di San Mauro nel 729 a.C. o, come è più probabile, nel 751-750 a.C. (1)

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